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I dentisti in primo piano contro l’antibiotico-resistenza. Dal CED il decalogo sull’uso (e la prescrizione) responsabile

CED: Council of European Dentists

L’utilizzo degli antibiotici in odontoiatria non ha ricevuto finora una grande attenzione, anche se è noto che questi farmaci sono tra i più comunemente prescritti dai dentisti, molto più degli analgesici, degli antivirali o degli antifungini.

Si occupa del tema uno dei gruppi di lavoro del Council od european dentists (Ced), l’associazione che dà voce ai 340mila dentisti dell’Unione europea e che è presieduta dall’italiano Marco Landi. Recentemente il gruppo, che si interessa principalmente del problema dell’antibiotico-resistenza, si è riunito per discutere delle proprie attività per l’anno in corso e in particolare per preparare un evento pubblico previsto a giugno. Si è anche stabilito che la Giornata europea per la salute orale di quest’anni sarà dedicata proprio a questo argomento.

Già nel 2014 il Ced aveva adottato una risoluzione in merito alla resistenza agli antibiotici, focalizzata su un utilizzo responsabile e sul ruolo del dentista per combattere la crescente diffusione di batteri resistenti.

Le conseguenze di questo fenomeno sono molto gravi e stanno aumentando i casi di infezione che non possono essere trattate, facendo balenare lo spettro di un ritorno all’epoca in cui gli antibiotici non erano ancora stati scoperti.

“È necessario – si legge nella risoluzione dei dentisti europei – che gli odontoiatri prescrivano gli antibiotici solo quando sono necessari e appropriati; occorre prendere in esame le proprie abitudini prescrittive ed eventualmente modificarle, rendendosi conto del fatto che questa attenzione può comportare una notevole differenza e influire sullo sviluppo di ceppi batterici resistenti”.
A questo proposito il Ced ha emesso un decalogo, da sottoporre all’attenzione di tutti i professionisti europei che operano nel campo della salute orale.

1. I dentisti dovrebbero, al pari dei medici e dei veterinari, acquisire consapevolezza delle implicazioni dell’uso inappropriato degli antibiotici.
2. Una prescrizione responsabile in tutte le discipline sanitarie renderà possibile preservare l’efficacia dei farmaci antibiotici per le situazioni in cui sono realmente richiesti.
3. Se il numero delle prescrizioni in odontoiatria sarà ridotto, la selezione di ceppi batterici resistenti avverrà con meno frequenza.
4. Quando la prescrizione degli antibiotici è indicata, la scelta del tipo di antibiotico e la posologia devono essere ottimizzati al fine di ottenere un risultato terapeutico efficace e di evitare il prodursi di resistenze.
5. I professionisti che operano nel settore dell’odontoiatria dovrebbero compiere ogni sforzo possibile per prevenire la trasmissione crociata di batteri resistenti.
6. È importante che anche la popolazione generale comprenda l’importanza di restringere l’utilizzo degli antibiotici ai casi in cui infezioni gravi lo richiedono.
7. Raggiungere livelli bassi e appropriati di prescrizioni di antibiotici può appresentare una sfida per i dentisti, a causa della pressione esercitata dai pazienti, ma è necessario affrontarla consapevolmente.
8. Gli antibiotici non dovrebbero essere messi in vendita attraverso Internet a persone non autorizzate.
9. I dentisti devono supportare i miglioramenti nella conoscenza e nella comprensione della antibiotico-resistenza informandosi attivamente e acquisendo i dati scientifici in merito.
10. I dentisti devono incoraggiare gli investimenti nella ricerca e nello sviluppo di nuovi farmaci e assicurarsi che vengono immessi tempestivamente sul mercato.

Fonte: Adelmo Calatroni per “Odontoiatria33”

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