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Cosa sapere sugli impianti endossei (implantologia)

Cosa sapere sugli impianti endossei

Gli impianti sono delle “viti” di titanio (normalmente) che vengono inserite nell’osso della mandibola o della mascella per sostituire i denti mancanti o quelli troppo gravemente ammalati per essere mantenuti. Si chiamano “osteointegrati” perché in condizioni normali si integrano completamente nell’osso, ovvero l’osso penetra all’interno di piccolissime porosità e diventa un tutt’uno con gli impianti. Senza alcun dubbio sono utilissimi in molte situazioni cliniche: permettono di ancorare in modo efficace una protesi mobile totale (dentiera) o di sostituire una protesi mobile parziale (scheletrato) con una protesi fissa.
Inoltre, qualora siano stati persi o estratti uno o più denti grazie al loro utilizzo si può evitare di ricorrere a dei “ponti” e quindi di limare i denti vicini a quello o quelli mancanti, a maggior ragione se questi denti sono integri. Normalmente vengono inseriti nell’osso già presente ma qualora questo fosse insufficiente se ne può aumentare la quantità ricorrendo a particolari tecniche chiamate “rigenerative”. Un’altra caratteristica molto positiva degli impianti è che, essendo di titanio, non possono essere intaccati dalla carie e quindi possono sostituire egregiamente i denti persi per carie in soggetti cariorecettivi.
Tutto positivo quindi? Purtroppo no, perché ci sono anche dei limiti importanti che è opportuno conoscere.
Il più importante è che li stiamo usando in modo convalidato dalla scienza da un tempo relativamente breve, ovvero poco più di vent’anni. In altre parole, non sappiamo affatto come essi possano “funzionare” dopo questo periodo di tempo non così lungo se consideriamo che la vita media delle persone è oggi superiore agli ottant’anni e di questo bisogna tenere conto particolarmente quando la persona candidata ad un impianto è giovane.
È inoltre appurato che, se è vero che gli impianti non si ammalano di carie, possono ammalarsi del corrispettivo della “piorrea” (parodontite) e perdere tutto o parzialmente l’osso attorno (peri-implantite) e quando questo succede non c’è alcuna cura che si sia dimostrata efficace e sicura.
Ottenere una buona estetica è spesso molto più difficile che ricorrendo ad un normale ponte e i rischi complessivi di avere delle complicanze inserendo gli impianti sono sicuramente maggiori.
In conclusione: gli impianti rappresentano un aiuto fantastico e possono permettere di ridurre il ricorso alla protesi mobile o ai ponti in moltissimi pazienti, ma non funzionano meglio dei denti (abbiamo dati nella letteratura scientifica che lo comprovano), quando si ammalano non possono essere curati con una terapia efficace e al momento attuale non conosciamo quanto tempo possano durare nella nostra bocca senza dare problemi.
La conoscenza dei pro e dei contro è indispensabile per una scelta ponderata e consapevole.


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