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Biocompatibilità dell’amalgama dentale

Biocompatibilità dell’amalgama dentale

Le informazioni qui sotto riportate in merito alla biocompatibilità dell’amalgama dentale rappresentano la sintesi di una recente revisione della letteratura, ovvero di un’analisi dei risultati di un certo numero di lavori pubblicati su riviste scientifiche internazionali qualificate.

Obiettivo del lavoro scientifico

L’obiettivo di questa revisione della letteratura scientifica è di definire se il mercurio contenuto nell’amalgama dentale, materiale ampiamente utilizzato per il restauro di denti compromessi dalla carie, sia tossico per l’organismo.

Cos’è l’amalgama?

L’amalgama è una lega metallica costituita principalmente da mercurio( 40-55%), argento, stagno e rame. E’ stata utilizzata con successo per più di 170 anni in quanto rappresenta un materiale da otturazione relativamente poco costoso, facilmente applicabile e modellabile, resistente al carico, con un’ottima chiusura marginale( si intende la proprietà di non formare una piccola fessura tra il dente e il materiale stesso riducendo il rischio di infiltrazione batterica). Questi requisiti spiegano la lunga durata delle otturazioni realizzate con questa lega. Oltre che dalle otturazioni in amalgama, l’esposizione al mercurio può avvenire dal cibo, dall’acqua e dall’aria.

In che modo il mercurio potrebbe esplicare la sua tossicità?

Il mercurio, contenuto in elevata percentuale nel materiale da otturazione, viene rilasciato continuamente nella cavità orale  in forma di vapore. Il vapore si dissolve poi nell’aria contenuta all’interno della cavità orale e nella saliva e il mercurio entra nell’organismo per inalazione, per ingestione o per assorbimento attraverso la mucosa orale, si può quindi depositare in alcuni organi tra cui i polmoni, il cervello e i reni. L’effetto tossico dipende dalla quantità di mercurio che si deposita nei tessuti. Poiché viene eliminato per via renale, la sua concentrazione nelle urine è utilizzata per monitorare il grado di esposizione dell’organismo a questo metallo. Il mercurio, tuttavia, è anche contenuto all’interno di alcuni cibi, come il pesce, e secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità  l’ingestione di questo alimento una volta alla settimana comporta una concentrazione di mercurio nelle urine ben più alta di quella evidenziata nei pazienti con otturazioni multiple in amalgama.

La concentrazione di vapori di mercurio accettata dall’OSHA (Occupational Safety and Health Administration) negli Usa è 100 volte superiore all’esposizione ai vapori di mercurio in un soggetto con 9 restauri in amalgama.

Sono state descritte, anche se raramente, reazioni allergiche da contatto  in soggetti sottoposti a otturazione in amalgama. Le più comuni manifestazioni sono rappresentate da dermatiti, gengiviti e  stomatiti che scompaiono in pochi giorni dopo la rimozione dell’amalgama.

Non c’è evidenza scientifica che il mercurio contenuto nel sangue della madre possa provocare danni al feto o un aumento del rischio di aborto.
Non esiste evidenza scientifica di bambini che abbiano ricevuto restauri in amalgama e abbiano manifestato segni di tossicità da mercurio.

La posizione degli Organi Ufficiali sull’uso dell’amalgama in odontoiatria.

Ministero della Salute – USA (1997):
Il rilascio di mercurio dalle otturazioni in amalgama non provoca alterazioni dello sviluppo, danni neurologici o renali.

Ministero della salute – Canada (1996):
Le otturazioni in amalgama vanno evitate in soggetti ipersensibili ai componenti della lega e in soggetti con pregresse  patologie renali.

Commissione Unione Europea (2008):
Le otturazioni in amalgama vanno evitate in soggetti ipersensibili ai componenti della lega e in soggetti con pregresse  patologie renali. Non vi è giustificazione a rimuovere otturazioni in amalgama che siano in buone condizioni.

Il Council of Scientific Affairs of the American Dental Association (ADA) nel 2009 conclude che l’amalgama continua ad essere un efficace materiale da restauro in base all’attuale evidenza scientifica.

Il Comitato Europeo dei Dentisti (CED) nel 2010 ha dichiarato che l’amalgama continua ad essere il materiale più appropriato per facilità d’uso, durata e costo in molte situazioni cliniche.

The US Food and Drug Administration (FDA) nel 2002 ha dichiarato che continuano gli studi sul controllo della tossicità dell’amalgama, ma allo stato attuale non esiste evidenza scientifica in merito a effetti dannosi sulla salute del paziente.

Conclusioni

1-    Il mercurio rilasciato dalle otturazioni presenti sulla dentatura non provoca patologie sistemiche o effetti tossici sistemici.
2-    Sono state  riportate reazioni allergiche, anche se con bassa incidenza.
3-    L’attuale evidenza scientifica non giustifica la rimozione di otturazioni in amalgama, se in buono stato, con altro tipo di materiale da restauro. Ci sono situazioni in cui l’amalgama risulta essere l’unica scelta possibile.

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